Un nuovo attore si affaccia sulla scena: Glacies, stato isolazionista che rifiuta con decisione e respinge con la forza ogni tentativo di contatto dall’esterno. Sia Tatiana e Allister che i generali di Ades sono preoccupati di come esso altererà gli equilibri di forza del conflitto.
L’equipaggio della Sylvius viene a sapere che le navi dei nobili giustiziati dalla Federazione verranno trasferite tutte insieme e decide di chiudere in bellezza la caccia alle Balene Volanti. Recandosi sul posto Fam e Giselle si accorgono di non essere sole: tutta la flotta dei Pirati del Cielo si prepara ad agire. Ben presto scopriranno che si tratta di una colossale trappola ordita da Loschinia…
Sfuggite al pericolo salvando anche gli amici pirati, le due ragazze riescono a tornare alla Sylvius per il rotto della cuffia, scoprendo però di essere finite dalla padella nella brace…
HOMURA e Scepter 4 arrivano all’Accademia Ashinaka con lo stesso obiettivo: catturare Yashiro. Due membri delle opposte fazioni si incontrano casualmente e fanno a botte. Finito l’episodio. Evviva la GoHands e le inquadrature sotto le chiappe come in Video Girl Ai!
Nota: Yata chiama Saruhiko “scimmia” appunto perché saru = scimmia.
Il penultimo film del primo ciclo Notte Horror BBF è Tomie: Another Face, sequel di quel Tomie che vi abbiamo presentato lo scorso Luglio durante il BBFF, girato nello anno e destinato al mercato home video.
Si tratta di un film suddiviso in tre storie: nella prima Tomie è terzo incomodo in un triangolo amoroso fra due studenti, nel secondo modella che ossessiona il fotografo dai denti più brutti del Giappone e nel terzo promessa sposa di un ometto che si svena per comprarle un brillocco come si deve. Trait d’union delle vicende è un orbo con impermeabile da maniaco sessuale che di mestiere fa il cacciatore di Tomie…
Nell’appuntamento settimanale con [K], Yashiro passerà l’intero episodio tentando di dimostrare a Kurou di non essere l’assassino ripreso da un telefonino il cui video è stato diffuso dalla HOMURA sugli schermi di tutta Tokyo. Poca roba dal punto di vista narrativo (e i disegni cominciano anche a calare un po’ qualitativamente), ma il finale lascia intravedere un cambio di marcia a partire dal prossimo episodio. Vedremo.
Per compensare la penuria narrativa, Akainatsuki ha scritto una bella quantità di annotazioni che passo dunque a sciorinarvi:
03.24: trattandosi di una lezione di letteratura, ci siamo risparmiati la traduzione; speriamo comprenderete
04.28: siccome era troppo complicato inserire a video la traduzione degli appunti presi da Yashiro, la riportiamo qui:
“Io = Il Re Senza Colore
Kurou = se sono il Re Senza Colore mi uccide
I tizi del Fuoco = vogliono ammazzare chi ha ucciso il loro compagno
Io = rischio di venire ucciso
Dubbio
(Nel cerchio sotto) Qualcuno si spaccia per me e ha realizzato quel video. Qual è il mio alibi?”
04.30: Shiro = Bianco, Kuro = nero
09.16-09.21: Ebisu è il dio della buona sorte, dei mercanti e dei pescatori; Neko (che per qualche motivo viene chiamata anche Ai) invece è vestita da Benzaiten, dea del matrimonio, della letteratura e della musica. Con Ebisu è una delle Sette Divinità della Fortuna
15.50-15.53: i senbei sono dei cracker di riso, il daifuku un mochi ripieno di marmellata di fagioli azuki
17.23: Neko chiama Kurou “Kurocane” (in giapponese “Kurosuke“) perché sono praticamente cane e gatto (per quei pochi che non lo sapessero, Neko = gatto)
L’appuntamento di questa settimana con l’horror è con un titolo rimasto fermo ai box per diverso tempo: Jigoku no Keibin (tr. it. La guardia infernale) era uno dei primi titoli scelti per il Bowling Ball Film Festival della scorsa estate, poi scartato e tenuto da parte per un “progetto Kiyoshi Kurosawa” che non si è concretizzato, lasciando il posto alla Notte Horror in cui non è affatto fuori posto, trattandosi di un omaggio di Kurosawa – che avete già conosciuto su questo sito proprio durante il BBFF con CURE e, prima ancora, con Kourei – agli slasher americani e in particolare Venerdì 13 e Halloween. Andiamo a vedere la trama, dunque:
Akiko Narushima viene assunta dalla Akebono Corporation in qualità di esperta di opere d’arte; contemporaneamente a lei prende servizio anche il silenzioso Fujimaru, gigantesco (per gli standard nipponici) guardiano che ha un hobby: massacrare sconosciuti senza motivo. Narushima e i suoi colleghi si ritroveranno bloccati all’interno della Akebono Corp. in balìa di un assassino che parla poco e uccide molto…
Trattandosi di un film girato direttamente per l’home video e uscito in VHS nel 1992, la qualità video è quella che è; grazie a Chibi Goku e mirkosp sono riuscito a tirare fuori un encoding accettabile, anche se nelle scene scure (che non sono poche) non si riesce a distinguere granché. Buona visione!
Durante un’escursione in barca, Tom e Yosuke, due biologi marini che lavorano al Kamogawa Sea World, vengono rapiti da una misteriosa donna dello spazio, insieme ai bambini Kenichi e Helen, e quindi teletrasportati in una base sottomarina. Si tratta della base di un’avanguardia aliena proveniente da un pianeta distrutto dall’inquinamento, i cui superstiti sono decisi a conquistare la Terra ed a cibarsi dei suoi abitanti, cominciando dai bambini.
Detta così la trama di Gamera tai Shinkai Kaiju Jigura sembra qualcosa di mostruosamente ignobile, ma dopo aver visto e sentito i bambini protagonisti del film, sono certo che anche voi come me parteggerete per il mostro Zigra, augurandovi che li divori quanto prima.
Buona visione!
Cari amici, l’appuntamento settimanale con [K] è fissato per ogni mercoledì e quello con la Notte Horror al Lunedì, per cui prendete nota. (A meno che Akainatsuki non commetta seppuku davanti al monitor, viste le vette di scemenza che propina la sceneggiatura.) A questo punto dovrei parlarvi della trama di questo terzo episodio. Ecco… Uhm… Facciamo così, passiamo direttamente all’immagine più interessante della puntata:
Archiviata la minigonna giroculo passiamo alle note all’episodio. In realtà ce n’è solo una: al minuto 18.56 Yashiro e Yatogami dicono “Gochisousama deshita”, formula di rito pronunciata al termine di un pasto e che letteralmente significa all’incirca “Era delizioso”. Neko, che evidentemente è a digiuno di galateo nipponico, capisce male la frase e dice invece “Gojizousama deshita”, che letteralmente significa “Era un Jizou” (il Jizou è questo signore). Per rendere comprensibile questa confusione abbiamo reso lo scambio di battute con “Grazie per il pasto!” e “Grazie per il pesto!”
Dopo il mockbuster della Asylum, che anche se “mock” si prende sul serio, e dopo il serissimo thriller orientale, ecco invece il classico, truzzissimo, j-horror della premiata ditta Sushi Typhoon/Nikkatsu.
Stavolta prodotte niente meno che dalla Toei (e chi non sa chi è alzi la mano che gliela facciamo mozzare), le due case calano il tris d’assi: Tak Sakaguchi (Yakuza Weapon), Yoshihiro Nishimura (Tokyo Gore Police, Vampire Girl vs Frankenstein Girl) e soprattutto Noboru Iguchi (ma che, ve li sto a dire?). Ognuno dei tre registi ha diretto un capitolo della vicenda di Rin, timida liceale che il giorno del suo sedicesimo compleanno scopre di essere una Hiruko, parte cioè di una razza di mutanti da millenni in lotta con gli esseri umani.
Viene così arruolata dall’effeminato Kisaragi nel suo esercito di ragazze dotate dei più strampalati gadget mortali, dalle katane che spuntano dal seno alla motosega che spunta dal sedere.
Insomma, un’orgia di sangue finto, mutilazioni, squartamenti e chi più ne ha più ne metta che vi farà voltare la testa dall’altra parte ma contemporaneamente vi divertirà per la sua suprema trashosità. Anche se nulla potrebbe essere più sconvolgente e terrorizzante della visione di Iguchi e Nishimura che presentano il film al cinema in mutande.
Il pacchetto è completato da Yoshie Zero, prequel di una ventina di minuti diretto, manco a dirlo, da Iguchi.
Note e curiosità: “Hiruko” (che i sub eng avevano trascritto male, grazie Vaz per la segnalazione) è, nella mitologia nipponica, il figlio della coppia cosmogonica Izanami e Izanagi che, causa il suo aspetto deforme che lo rende simile a una medusa, lo abbandonano subito dopo la nascita.
Nel film i tre registi sono presenti anche in qualità di attori: Takaguchi, spesso protagonista di pellicole di genere, interpreta Kisaragi, ma saprete individuare i cameo di Nishimura e Iguchi?
Inoltre, non manca pressoché nessuno dei soliti attori e attrici delle produzioni Sushi/Nikkatsu. Ve ne cito solo due, le mie preferite: Asami (la sboccata killer con la tsuba su un occhio e la bulletta dal singolare metodo di tortura di Yoshie Zero), che se ci seguite avete già visto in RoboGeisha (una delle Onna Tengu), e Cay Izumi (la mutant girl con le katane pettorali), anche lei presente in RoboGeisha (l’altra Onna Tengu), ma anche in Vampire Girl vs Frankenstein Girl (la ragazza Ganguro), nonché leader delle Tokyo Dolores, gruppo di pole dancers che chi di voi era a Lucca l’anno scorso forse ha avuto modo di ammirare.
Affinché non restiate troppo a lungo col fiato sospeso, ecco il nuovo episodio. Avevamo lasciato la Yamato, colpita in pieno dal raggio gamilonese, che si inabissava nel mare di Plutone, mentre i caccia erano alla ricerca della base nemica.
L’episodio vede l’esordio del Supremo Dessler, leader inverosimilmente pieno di sé cui Shultz si affretta a fare rapporto saltando ogni gerarchia di comando. Ma ha cantato vittoria troppo presto: mentre lui si fa bello davanti al suo imperatore, a bordo dell’astronave terrestre i lavori di riparazione proseguono spediti e, non appena Kodai e Yamamoto individuano la sua base, il comandante gamilonese passa rapidamente dalle stelle alle stalle…
La Corazzata Spaziale Yamato, esauriti gli episodi del secondo blu-ray, vi saluta e vi dà appuntamento agli inizi di dicembre.
Un po’ in ritardo rispetto alle aspettative eccoci con il secondo episodio di [K]. Purtroppo, vi avviso subito, con questa serie non faremo uno speedsub come con Zetman e Lupin, soprattutto perché a causa del fuso orario ci è materialmente impossibile lavorare con una certa sincronia (come ricorderete, Akainatsuki attualmente vive a Tokyo). Siamo certi che comprenderete.
C’è veramente ben poco da dire sulla trama di questa puntata, incentrata esclusivamente sull’inseguimento di Yashiro da parte di Kurou Yatogami, per gli amici Cane Nero, per cui passiamo subito alle annotazioni di rito:
Innanzitutto parliamo della HOMURA o meglio HoMuRa, in kanji: 吠舞羅; ciascuno significa Abbaiare (HOeru) + Danzare (Mau, MU) + Rete (RA). (Per essere precisi, è la stessa RA di ShinRA in Final Fantasy VII, ndAkainatsuki). Il bar omonimo riporta la scritta HOMRA perché in giapponese la U di MU è muta (viene pronunciato più Hom’Ra che HomUra). In inglese viene tradotta come “Howling Flame” per una serie di associazioni con i kanji del nome (HO di HOeru = howling) e l’elemento del fuoco che caratterizza il gruppo. 07.38: dieci milioni di yen corrispondono a circa 98.000 euro. 08.49: lo Yatagarasu è un mostro mitologico, per la precisione un corvo a tre zampe. 15.46: qui abbiamo modificato il dialogo in nome dell’adattamento. Mi spiego meglio: Yatogami dice “Indou”, che vuol dire “Orazione funebre”; Kukuri, la compagna di classe di Yashiro, capisce invece “Indo”, che significa “India”, e risponde “Intendi il curry?”. Traducendo letteralmente si sarebbe persa la sfumatura linguistica alla base della scenetta, perciò per mantenere l’assonanza ho cambiato la sua battuta con “colazione funebre”. 20.51: Yatogami ha scritto in fronte “CARNE”, per motivi di spazio non ho potuto fare il relativo cartello.
A causa di conflitti nella programmazione con [K], almeno per questa settimana la Notte Horror è anticipata al Lunedì. Con il film di oggi vi proponiamo il nostro primo fansub dal coreano, lingua particolare in cui tutti i vocaboli praticamente si pronunciano gne gne gne gne. APT (che sta per Apartment, ovvero appartamento), pubblicato anche come 9:56, è il classico horror asiatico con la tizia dai capelli sulla faccia che fa bù. Giacché ci sono, comunque, vi riporto la sinossi:
Sae-jin è un’impiegata single dalla vita grigia e solitaria. Un giorno si rende conto che negli appartamenti del condominio di fronte al suo tutte le luci si spengono contemporaneamente alle 9 e 56 di sera. Inizia così ad indagare sullo strano fenomeno, finendo invischiata in una catena di morti sospette; scoprirà così di avere a che fare con qualcosa di non molto terreno…
Tra la Yamato e i Gamilonesi lo scontro è ormai inevitabile. Okita illustra ai suoi ufficiali il piano per trovare e distruggere la base nemica su Plutone e incarica Kodai di assumere il comando dei caccia, con buona pace di Kato, che deve vedersela anche con Rei e la sua provvidenziale insubordinazione dell’episodio precedente.
Mentre sulla Yamato si cerca di capire qualcosa sui Gamilonesi analizzando il cadavere di uno degli aggressori di Enceladus, il Comandante Shultz ha la brillante idea di giocare a carambola con la sua rete di satelliti e l’astronave terrestre…
Come vedrete nell’episodio, il nome di Rei può essere letto anche Akira. Akira Yamamoto è stato un eroe dell’aviazione giapponese, durante la Seconda Guerra Mondiale e ancora prima durante la Guerra Cino-Giapponese. Se volete saperne di più, eccovi il riferimento Wiki. Le citazioni militari non sono finite, in quanto anche il soprannome dato ai caccia, “Hayabusa”, è lo stesso dei Nakajima Ki-43 impiegati dall’aviazione giapponese e su cui Yamamoto volava. Ultima curiosità, se volete sapere qualcosa di più su Rei, c’è qualcuno che ha pensato bene di crearle una minuziosa biografia, compresi dettagli sui peli pubici: vedere per credere.
Consigli per gli acquisti. La Mega House ha avviato le prenotazioni (grazie Spawn per la segnalazione) della prima di una serie di action figures dedicate alle ragazze della Yamato. Si inizia con Yuki e le altre seguiranno.
Ricordate Notte Horror, il ciclo di film dell’orrore proposto da Italia 1 generalmente d’estate? Una ventina d’anni fa (e, prima ancora, il mitico Zio Tibia Picture Show) costituiva la fonte primaria di film del genere – videoteche a parte – per noi che non avevamo internet né montagne di DVD masterizzati né hard disk da millemila terabyte, ma un semplice videoregistratore. Ora che non c’è più e l’horror vivacchia principalmente su Sky Cinema MAX, abbiamo deciso di omaggiare la benemerita Notte Horror creando una rassegna parallela: ogni Mercoledì vi proporremo un film dell’orrore, nella speranza che riusciate a scaricarlo in tempo per poterlo vedere a notte fonda a luci spente…
Per cominciare abbiamo scelto un film recentissimo, opera della benemerita Asylum: Abraham Lincoln vs. Zombies nasce come mockbuster di Abraham Lincoln Vampire Hunter, da noi uscito semplicemente come La leggenda del cacciatore di vampiri e, come già successo con il caso Paranormal Activity/Paranormal Entity, la copia è migliore dell’originale. Andiamo a vedere la trama nel dettaglio:
Luglio 1863. La sanguinosa battaglia di Gettysburg si è appena conclusa con la vittoria dell’Unione, ma il Presidente Lincoln ha ben poco di cui rallegrarsi: l’operazione “Big Shanty”, che prevedeva la presa del Forte Pulaski, si è conclusa con un fallimento totale e l’unico sopravvissuto racconta di essere stato attaccato, insieme ai suoi commilitoni e ai sudisti presenti, da esseri invincibili e cannibali. Cosa è successo veramente? Il Presidente Lincoln capisce che un grave pericolo minaccia il Paese e decide di intervenire personalmente; radunata una dozzina di agenti del servizio segreto parte alla volta del forte, affrontando una minaccia che lui ha già conosciuto in passato…
Nonostante il solito budget risicato e i tempi ristretti (il compositore Chris Ridenhour, per esempio, ha avuto a disposizione una sola settimana per comporre l’intera colonna sonora), questo film non sfigura affatto rispetto all’originale di Timur Bekmambetov (più che altro perché quest’ultimo è stato fatto coi piedi), nonostante le evidenti barbe finte da 2 euro del discount e il doppiaggio terribile di alcuni personaggi. La falce a serramanico di Lincoln, però, è spettacolare!
Le riprese sono state effettuate nel vero Forte Pulaski, il che decisamente non guasta. Ultime annotazioni: A) verso la fine Lincoln pronuncia il famoso discorso di Gettysburg; piuttosto che tradurre letteralmente ho deciso di utilizzare la traduzione riconosciuta dalla Biblioteca del Congresso di Washington, provvidenzialmente trovata su Wikipedia; B) il film è in HD e a causa della dimensione del file è previsto il solo torrent. Buona visione e appuntamento a Mercoledì prossimo con il nostro primo fansub coreano!
Eccoci con la prima puntata di una delle serie più attese delle stagione autunnale, [K] dello studio GoHands.
Protagonista è Yashiro Isana, liceale apparentemente innocuo (e un po’ checca) che si ritrova improvvisamente al centro di una faida fra due gruppi, la HOMURA e la Scepter 4. Perché ce l’hanno con lui? Isana è davvero quello che sembra oppure no?
Prima di augurarvi buona visione con questo esordio spettacolare (NOTA BENE: non avete il monitor rotto, i colori sono volutamente… “particolari”), giusto un paio di annotazioni:
08.29: è una traduzione “momentanea”; Akainatsuki non è riuscita a capirla bene dall’audio, perciò siamo in attesa dell’uscita del singolo con i testi. Per il momento abbiamo usato la traduzione inglese di CrunchyRoll, sulla quale però abbiamo dei dubbi. 17.19: il nome dell’azienda di fuochi d’artificio, Kagitamaya, è la contrazione di Tamaya e Kagiya, due aziende in passato famose per i loro fuochi. Quando i giapponesi vanno a vederli, quando scoppiano gridano alternativamente “Tamaya!” o “Kagiya!”
Un’ultima cosa: questa serie è softsub a 10 bit. Nel caso non abbiate un PC recentissimo o vogliate vedere questo episodio sulla vostra PS3, potete riencodarla usando Autohardsubber di mirkosp.
L’ultimo membro della Squadra Venus è arrivato alla Tenbi e la missione loro impartita dal Kamigari può finalmente iniziare ad essere compiuta. Ma come potrà essere davvero risolutivo l’apporto di Minerva Martha, bellezza dai capelli d’argento che riesce solo con l’udito a capire il colore delle mutandine delle colleghe e il cui manuale sulle usanze giapponesi sono i manga?
Takeru, che proprio non si sa fare gli affari suoi, si intromette nel duello tra la viziata Otohime e un mega-truzzo con tanto di bananone d’ordinanza ed il prevedibile risultato, unito al suo rendimento altalenante, rischia di metterlo seriamente nei guai, costringendolo ad un duro allenamento per evitare il peggio.
Mentre Takeru fa pratica aiutato da Usui, le ragazze si dedicano a un po’ di chiacchiere sentimentali e finalmente iniziamo a sapere qualcosa di più su Himegami, come è noto la vera protagonista di questo anime.
Pensavamo di non fare nessuna serie autunnale, dopo averne vagliate diverse, ma alla fine abbiamo deciso di buttarci a capofitto su「K」. Tanto per farvi fare un’idea, posto uno dei trailer usciti quest’estate; non è sottotitolato perché in quel di Tokyo, mentre scrivo queste righe, la nostra Akainatsuki è al lavoro sulla traduzione del primo episodio.
Per la nostra millequattrocentesima release inedita, l’equipaggio della Yamato, lasciato Giove dopo aver polverizzato l’avamposto gamilonese, ci porta su Enceladus, una luna ghiacciata di Saturno.
Qui, casualmente, si trova una ricca scorta del rarissimo minerale che serve a riparare il motore della nave che, così come quello di una 127 se lo si alimentasse con idrogeno liquido, si sta sciogliendo come un gelato al sole a causa dell’immane potenza della tecnologia iscandariana.
Ma da Enceladus proviene anche un debole segnale di soccorso e Kodai, Mori, l’infermiera Harada e AU09 vengono spediti ad investigare, senza sapere che il Comandante Shultz, curioso di conoscere come i primitivi terrestri siano improvvisamente in grado di viaggiare a curvatura, ha inviato a sua volta una squadra per catturarli.
Che putiferio! La release del primo episodio di Joshiraku da parte dei BBF ha dato l’occasione ad una serie di emeriti s…saggi per esporre le loro teorie su cosa univocamente significhi adattare, scagliandosi contro di noi con una furia la cui potenza ci ha fatto pensare che in realtà l’episodio e i suoi limitati difetti (quelli veri) fossero solo una scusa per ottenere vendetta contro quel despota di Vaz, che si dice gestisca Recensub come un suo feudo personale esiliando chi gli sta antipatico e dispensando gratuiti giudizi al veleno contro gli altri gruppi fansub. Ma noi che lo conosciamo di persona sappiamo che Vaz (che, fra parentesi, trova Joshiraku noiosissimo e non è il alcun modo coinvolto nel progetto) è in realtà un bravo ragazzo che non vuole offendere nessuno.
Non neghiamo certo che un maggiore sforzo per rendere più scorrevoli certe frasi andasse fatto, e stavolta ci abbiamo messo un po’ più d’impegno, tuttavia lasciate che vi spieghi come abbiamo interpretato noi Joshiraku.
La serie non è semplicemente comica, ma è più che altro satirica. Le ragazze mettono costantemente alla berlina personaggi politici e dello spettacolo, abitudini culturali giapponesi e straniere, romanzi, film, anime e chi più ne ha più ne metta. Si è quindi deciso di privilegiare la resa di questo aspetto, cosa impossibile senza una serie di note inserite in un file a parte (il cui numero abbiamo comunque cercato di ridurre al minimo, raggruppandole).
Parallelamente, piuttosto che inventarne di sana pianta di nuovi (procedura lodevole ma che a nostro parere esula dal concetto di “adattamento”), i giochi di parole vengono lasciati in originale e spiegati con delle note. Come è noto, se una barzelletta la devi spiegare vuol dire che non è divertente. Quindi ci aspettiamo serenamente che le scene rakugo non vi facciano ridere. A volte non fanno ridere nemmeno i giapponesi!
Oh tu che leggi queste righe, semplice utente di anime o professore emerito di fansubbing, eccoti dunque spiegato a cosa vai incontro se scarichi la versione BBF di Joshiraku. Se ti aggrada, buona visione, se disapprovi… pazienza.
Il BBF si dissocia dalle opinioni espresse dai personaggi dell’anime Joshiraku e augura a tutti indistintamente buon divertimento!
A un mese dall’uscita nei cinema nipponici, vi allietiamo con il secondo trailer di 009 RE:Cyborg, visionabile in streaming e, se lo desiderate, anche in FullHD. Un grazie a Meg_nove per la consulenza sul Kasoku Switch/Accelerazione.
L’Uomo Ragno nipponico è stato un precursore per tante cose, non solo per gli elementi distintivi dei tokusatsu come il robottone trasformabile, ma anche per le tematiche trattate.
In questo caso, infatti, anticipa di quasi 25 anni la guerra tra browser: una dolce bimba, orfana di genitori dipendenti della Microsoft uccisi da malvagi hacker, viene presa di mira dall’Esercito della Croce di Ferro che vuole costringerla ad abbandonare il prestigioso Internet Explorer per passare all’infido, instabile e pesante Firefox. Per questo attivano la Machine Bem Volpe di Fuoco (appunto), che cerca di infettargli il portatile con trojan, malware e fansub encodati a 10 bit. Può il nostro aracnide di quartiere restare a guardare? Ovviamente no!
Buona visione e CHANGE LEOPARDON!