Tutti a votare!

12 giugno 2011 12:53 — Vaz

(Grazie a Darmani che mi ha passato il testo di questo appello, che posto volentieri)

Come forse non saprete, oggi e domani si voterà per quattro importanti referendum.
Sorvolando sui vari tentativi del Governo di boicottare queste votazioni, tentativi che tra l’altro ci sono costati svariati milioni di euro, vorrei convincervi dell’importanza di andare a votare e cercare di spiegarvi meglio che posso quello che credo si debba sapere su questi referendum.

Un referendum è una votazione in cui una popolazione esprime direttamente il proprio volere, ma per essere valido, deve recarsi a votare il 50% più uno degli aventi diritto al voto.
È quindi importantissimo andare a votare, per raggiungere il quorum e far arrivare al Governo la nostra voce.
E non pensiate che sia inutile, la decisione presa con il referendum deve essere seguita.
Date quindi prova di maturità e responsabilità e andate a votare!

Quello che si avvicina è un referendum abrogativo, in cui possiamo decidere che, Sì, vogliamo abrogare (eliminare) una legge, o al contrario No, non vogliamo abrogarla, e vogliamo quindi che resti.
Abrogare (Sì) o non abrogare (No), questo è il dilemma.

Il referendum del 12-13 Giugno è composto da 4 quesiti:

1. Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Riguarda l’abrogazione di una norma che sostanzialmente mette sul mercato i servizi pubblici legati all’acqua.

Votare Sì significa bloccare questo processo, lasciando a noi, lo Stato, e quindi i cittadini, il controllo di questa risorsa.

2. Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

Questo quesito si riferisce ad una parte della legge del primo.

Questa garantisce al gestore privato dei servizi idrici dei profitti, consentendogli di aumentare la bolletta, senza che sia garantito un reinvestimento per migliorare la qualità del servizio.

Votare Sì significa escludere questa possibilità.

3. Nuove centrali per la produzione di energia nucleare.
Votando Sì, si bloccherà la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia.
Più avanti nel testo potete trovare un approfondimento sul nucleare.

4. Legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri.
L’ultimo quesito, su cui però c’è ben poco da dire.
Con questa legge il Presidente del Consiglio e i Ministri possono usufruire del “legittimo impedimento” per non comparire in udienza a causa di impegni di governo.
Votando Sì
, questo non sarà più possibile, e il Presidente del Consiglio e i Ministri dovranno recarsi in aula quando convocati, come tutti gli altri cittadini.


Il nucleare
Vorrei soffermarmi sull’argomento, poichè ritengo sia necessario dare un quadro d’insieme, per quanto mi consentono le mie conoscenze e capacità di ricercare informazioni.

Aspetti economici:
Si trovano sulla rete tabelle comparative dei costi dell’energia, nelle quali il nucleare si trova tra le meno costose. Beh, quelle tabelle non tengono conto di fattori “collaterali”:
– una centrale nucleare di ultima generazione ha tempi di realizzazione che si aggirano intorno ai dieci anni. Si tratta di ingenti investimenti per produrre energia tra molti anni.
– altro costo da considerare, lo smaltimento delle scorie radioattive. Attualmente solo gli USA hanno realizzato una “vera” soluzione: un deposito in profondità in cui stoccare questi pericolosissimi rifiuti. Questo deposito, dai costi sicuramente non irrisori, non è adatto a contenere le scorie più pericolose, per altro. Tra trasporto specializzato e costruzione di depositi, i costi crescono ancora molto.
– al termine del suo ciclo vitale, la centrale va smantellata, operazione che ha un costo dello stesso ordine di grandezza di quella di costruzione. Per capirsi, le due cifre hanno lo stesso numero di zeri, e lo smantellamento potrebbe costare anche molto più della costruzione. I costi dello smantellamento delle centrali nucleari chiuse con l’ultimo referendum li stiamo ancora pagando…
Il costo di tutto ciò viene pagato, naturalmente, con le tasse di noi cittadini.

Realtà italiana:
Il nostro paese ha diverse caratteristiche che non vanno molto d’accordo con la massima sicurezza che occorre nella costruzione e nella gestione delle centrali nucleari:
– siamo un paese ad elevato rischio sismico, e credo che questo faccia pensare a tutti alla terribile catastrofe del Giappone. Il confronto ha obbiettivamente poco senso, ma si capisce che costruire impianti così delicati e da tenere sotto controllo attentamente in un territorio del genere, può essere pericoloso. Da notare inoltre l’inesperienza e/o la scarsa attenzione alla natura del nostro territorio dei costruttori italiani, non certo al livello dei colleghi giapponesi o californiani.
– si parlava di disattenzione e inesperienza , ma spesso si tratta di veri e propri atteggiamenti criminosi, causati o no da infiltrazioni mafiose nelle aziende. Fenomeni criminosi come la costruzione di scuole con sabbia marina nel cemento, che crollano come castelli di carte al primo tremore, e che causano tragedie come quella della Casa dello studente dell’Aquila, in cui otto nostri giovani concittadini sono morti a causa dei materiali scadenti usati nella costruzione di quell’edificio.
– da aggiungere alle considerazioni subito sopra, la criminosa gestione dei rifiuti da parte di aziende di stampo mafioso. Questo causa disastri al nostro territorio con rifiuti normali, figurarsi con le ben più pericolose scorie radioattive!

Questione salute:

“Uno studio finanziato dal governo tedesco e condotto da un gruppo epidemiologico dell’Università di Mainz ha portato ulteriori conferme. Su un campione significativo di persone esposte a quantità minime di radiazioni nucleari – i residenti in un raggio di 5 chilometri da ciascuna delle 16 centrali tedesche, in un arco di tempo di 13 anni, dal 1980 al 2003 – si è riscontrato un aumento di incidenze allarmante, soprattutto per quanto riguarda i bambini al di sotto dei 5 anni (+ 220% i casi di leucemia, + 160% quelli di cancro).

Da Terranauta, Nucleare e salute, un’altra ragione per dire no

Pro:

Finite le motivazioni che spingono al Sì, e dunque a bloccare le nuove centrali nucleari, affido le ragioni del No ad un’altra citazione:

“- Una centrale nucleare non emette CO2
Le centrali nucleari non producono anidride carbonica ed ossidi di azoto e di zolfo, principali cause del buco nell’ozono e dell’effetto serra.
Vantaggio nella bilancia dei pagamenti
La produzione di energia dal nucleare riduce l’importazione di petrolio e la dipendenza delle economie dal petrolio. La copertura del fabbisogno energetico interno tramite il nucleare riduce la possibilità degli shock esterni sull’economia e consente ai governi un minore carico di spesa sulla bilancia dei pagamenti con l’estero. Il tutto si traduce in una maggiore stabilità del sistema economico nazionale.
Maggiore stabilità politica
Le principali riserve petrolifere sono concentrate in pochi paesi ad elevata instabilità politica (Medio Oriente) che rischia di trasmettersi anche nei paesi fortemente dipendenti dall’import del petrolio. L’uso del nucleare riduce la dipendenza occidentale dal petrolio mediorientale.”

Da Ecoage, VANTAGGI E SVANTAGGI DEL NUCLEARE

Fonti:

Esalazioni etiliche, Il referendum del 12 e 13 giugno, perché la TV evita di parlarne?

Ecoage, COSTI ENERGIA NUCLEARE

Terranauta, Nucleare e salute, un’altra ragione per dire no

Ecoage, VANTAGGI E SVANTAGGI DEL NUCLEARE


4 Responses to “Tutti a votare!”

  1. Lord Armageddon

    Sottoscrivo in pieno, tutti al voto, per la precisione i milioni (di euro) sprecati per aver evitato l’accorpamento con i ballottaggi sono 300 più quelli per ristampare le schede del quesito del nucleare cambiato 2 settimane prima del referendum dovrebbero essere altri 100

  2. Michelino

    Appena tornato

  3. L

    appena votato anch’io.
    cmq i “pro” elencati sono tutti contestabili:
    – Una centrale nucleare non emette CO2
    Le centrali nucleari non producono anidride carbonica ed ossidi di azoto e di zolfo, principali cause del buco nell’ozono e dell’effetto serra.

    una centrale emette scorie ben più pericolose e problematiche della CO2
    – Vantaggio nella bilancia dei pagamenti
    La produzione di energia dal nucleare riduce l’importazione di petrolio e la dipendenza delle economie dal petrolio. La copertura del fabbisogno energetico interno tramite il nucleare riduce la possibilità degli shock esterni sull’economia e consente ai governi un minore carico di spesa sulla bilancia dei pagamenti con l’estero. Il tutto si traduce in una maggiore stabilità del sistema economico nazionale.

    – bisogna importare uranio, anch’esso presente solo in certe zone del pianeta
    – Maggiore stabilità politica
    Le principali riserve petrolifere sono concentrate in pochi paesi ad elevata instabilità politica (Medio Oriente) che rischia di trasmettersi anche nei paesi fortemente dipendenti dall’import del petrolio. L’uso del nucleare riduce la dipendenza occidentale dal petrolio mediorientale.

    – idem…

  4. Dan

    “E non pensiate che sia inutile, la decisione presa con il referendum deve essere seguita.”

    Com’era finito il referendum sul finanziamento ai partiti ?
    Da certe parti hanno uno strano concetto di “la decisione presa con il referendum deve essere seguita” e purtroppo non c’è una forza popolare capace di vigilare e garantire con ogni mezzo il rispetto di quanto stabilito per mezzo delle votazioni.

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